MADONNA DELL’ANGELO: CENTRO DELLA CRISTIANITA’

E’ chiamata “piccola Venezia”. L’appellativo fa riferimento al minuscolo borgo della cittadina balneare di Caorle che ha mantenuto le caratteristiche di un tempo passato: strettissimi vialetti, vecchi negozi artigianali, tipici ristorantini che emanano un gradevole profumo di pesce fritto e piccole casette dipinte con colori sgargianti e differenti. “Le calli” (così sono chiamate le viuzze) conducono alle piazzette gestite dai locandieri che permettono ai turisti di rifocillarsi al fresco durante le calde giornate estive.

A fianco di un antico cimitero del 1800, sorge la maestosa basilica di Santo Stefano, sul piazzale si innalza il campanile pendente cilindrico eretto sia per il richiamo a finalità religiose, sia con funzione di vedetta. E’ alto circa 48 metri con la rotonda mole in mattoni in cotto e appoggiato su blocchi di pietra d’ Istria. Si tratta dell’unico campanile dotato di cuspide conica.

Cimitero dell’800.

Proseguendo il cammino si raggiunge il lungomare. Si può proseguire la marcia percorrendo la sopraelevazione oppure seguendo il tratto accanto alla scogliera che affianca il mare. E’ chiamata “scogliera viva”, sugli scogli sono incise molte immagini e simboli frutto di competizioni artistiche a cui hanno partecipato artisti di tutto il mondo.

All’estremità del percorso, nell’ultimo tratto di spiaggia, affiancata dal mare, si innalza la chiesetta della “Madonna dell’angelo”. Dedicata originariamente all’arcangelo Michele fu eretta nel 1751 sopra i resti di un antico edificio risalente al VI o VII secolo; è affiancata dal campanile in stile romanico risalente al XII secolo.

La chiesa sorge in prossimità del porto di Falconera, allo sbocco del canale Nicesolo che si addentra nelle tipiche valli permettendo di visitare gli antichi casoni un tempo abitati dai pescatori caorlotti, ora attrazioni turistiche, luoghi molto cari allo scrittore e giornalista americano Ernest Hamingway.

La chiesetta sorge all’estremità di un minuscolo golfo, della spiaggia di levante, chiamata “spiaggia della madonnina”, è diventata una delle mete della città di Caorle, sia religiosa che turistica, grazie all’immagine suggestiva del sacro tempio affiancato dal mare. Il luogo di culto, un tempo dedicato a “San Michele Arcangelo” ora è conosciuto come “chiesa della Madonna dell’angelo”, in ricordo di un evento miracoloso. Antiche tradizioni hanno tramandato la storia di alcuni pescatori che trovarono, impigliata tra le reti da pesca, galleggiante in mare, la statua della madonna; sebbene fosse fissata ad pesantissimo basamento marmoreo, non era affondata. Il trasporto al Duomo della statua fissata al suo basamento fu caratterizzato da molte difficoltà; i pescatori aiutati dai cittadini, non riuscivano ad alzare il pesantissimo simulacro. Il vescovo affidò allora questo compito a dei fanciulli, che, grazie alla loro purezza di cuore, riuscirono, come “per miracolo”, a sollevare la madonna portandola dentro la chiesa.

Dipinto sul soffitto- immagine del ritrovamento della statua mariana.
Statua della Madonna.
Simulacro che conteneva la statua.

Il simulacro della vergine, non è l’originale poiché la notte del 31 gennaio 1923 alcuni ignoti penetrati nel luogo sacro per razziare oggetti di valore, incendiarono con i ceri gli abiti di seta che ricoprivano la vergine.

Iscrizione a fianco della porta di ingresso.

Il 31 dicembre dell’anno 1727 una violenta mareggiata invase la cittadina di Caorle. Alcune testimonianze dell’epoca evidenziano che sebbene il livello dell’acqua avesse fosse altissimo, l’interno della chiesa che custodiva la vergine, rimase completamente all’asciutto; questo “prodigio” è ricordato sulle lapidi poste all’ingresso del santuario. Il fatto all’interno chiesa diroccata, senza adeguate protezioni materiali, non fosse penetrata dell’acqua, convinse il popolo e le istituzioni che in realtà fosse protetta spiritualmente, dalla Madonna e da San Michele. Nel 1751 la chiesa venne ricostruita e dedicata a “San Michele e alla Madonnina dell’angelo”.

Possiamo definirli: racconti, leggende, storie, tradizioni; può accadere che la fede sia dovuta a delle credenze legate a leggende popolari o avvenimenti raccontati simbolicamente senza alcun affidamento. Il racconto che riguarda il trasporto della statua in chiesa, probabilmente è un racconto popolare che nei secoli si è trasformato in una sorta di leggenda miracolosa.

La mareggiata del 1727 dovuta alla rottura di alcuni argini, sommerse tutta la città di Caorle. Nessuno è mai riuscito a spiegare come in un tempio, allora diroccato, non sia penetrata una goccia d’acqua al suo interno, mentre all’esterno, l’acqua manteneva un livello superiore al metro.

Fu l’intervento della vergine Maria a convincere i cittadini e le istituzioni alla costruzione del nuovo tempio, un monumento capace di attrarre molti fedeli di epoche diverse. Attualmente, nel periodo estivo, il luogo si presenta particolarmente affollato, frequentato da turisti di tutto il mondo, un punto di riferimento per tutta la cristianità.

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